La realizzazione di un isolamento del tipo

Di seguito sono riportate le operazioni, elencate nella loro successione:

1.      Prima di procedere con la posa del sistema “a cappotto” è necessario analizzare il sottofondo su cui esso andrà applicato. Si deve verificare dunque:

a.       la planarità del supporto, regolarizzando eventuali fuori piombo con l’intonaco;

b.      lo stato di adesione e stabilità di eventuali rivestimenti della muratura (intonaci e/o pitture);

c.       quindi si asportano tutte le parti in fase di distacco, si ripristinano le lacune e si lava accuratamente  la superficie;

 

2.      Posizionare i profili di partenza in alluminio forato ad almeno cm 10 dal suolo per evitare il contatto diretto dei pannelli con il piano esterno. I profili, vanno fissati a mezzo di idonei fischer, e sugli stessi saranno poggiate successivamente le lastre costituenti l’isolamento. La scelta della tipologia e dello spessore della lastra isolante è di competenza del tecnico che si occupa del dimensionamento del sistema definito “a cappotto”, attraverso calcoli che tengono conto della tipologia dell’edificio (nuovo, esistente), della stratigrafia delle pareti, della sua struttura portante (cls, mattoni, poroton, pietre ecc.), della località ove è situato e delle normative vigenti. In commercio si possono trovare numerose varietà di pannelli di diversa natura e dimensioni e non è possibile indicarne una come migliore dell’altra. E’ opportuno scegliere in base a ciò che si vuole ottenere in quanto non esiste ancora un pannello che racchiuda tutte le prestazioni possibili, si dovrà quindi individuare le caratteristiche essenziali ed orientare la scelta sul pannello che ne racchiude il maggior numero. E’ necessario utilizzare pannelli che abbiano ricevuto la marcatura “CE” e che siano definiti idonei per i sistemi “a cappotto” dai rispettivi produttori. I pannelli più diffusi sono in polistirene espanso sinterizzato EPS di dimensioni pari a cm 100*50 e spessore variabile tra i cm 3/5, che sono anche quelli comunemente più impiegati quando si realizza un sistema “a cappotto” senza progettazione; 

 

3.      L'incollaggio dei pannelli termoisolanti al supporto viene effettuato mediante l'impiego di speciali adesivi in dispersione acquosa da mescolare con cemento oppure con prodotti premiscelati da mescolare con acqua. Tale incollaggio, che serve  per vincolare il pannello al supporto ed evitare i movimenti dei bordi e della parte centrale, può essere eseguito correttamente in due modi che vengono di seguito elencati:

a)      cospargendo tutta la superficie del pannello con la miscela ottenuta a mezzo di una spatola dentata a denti larghi e/o,

b)      applicando la miscela sul totale del perimetro e ad almeno due singoli punti centrali al pannello in maniera da avere coperto almeno il 40% della superficie del pannello. Quest’ultima opzione è da preferire in quanto permette la circolazione dell’area rendendo il sistema traspirante tra i vuoti creatisi, altrettanto idoneo è comunque il primo metodo, a patto che venga utilizzata una spatola a denti larghi ed alti.

I pannelli vanno applicati a strisce orizzontali, in aderenza fra loro e dal basso verso l’alto. Nell’applicazione dei pannelli bisogna porre attenzione ad una serie di fattori, innanzi tutto è necessario sfalzare i giunti verticali tra le varie file di pannelli, poi non si possono posizionare pezzi di dimensioni inferiori ai cm 25, sia in altezza che in larghezza, nel caso le misure del prospetto portino a tale situazione allora è necessario tagliare due pannelli riducendo il primo pannello e consentendo così al secondo di diventare maggiore di cm 25. Inoltre, in corrispondenza di architravi di finestre, porte ed aperture in genere, che rappresentano i punti più critici, è necessario posizionare un pezzo di pannello tagliato ad “L” ricavato da uno intero, in corrispondenza degli spigoli è necessario far sporgere, ad intermittenza, una fila di pannelli, per una lunghezza pari allo spessore dei pannelli in maniera tale da creare l’incrocio;

 

4.      Posizionati i pannelli, bisogna procedere alla tassellatura degli stessi a mezzo di tasselli ad espansione da applicare a martello, in ragione di almeno 4 (quattro) tasselli per mq di superficie, consigliabile 8 (otto), e facendo attenzione ad eseguire la tassellatura o quando la miscela incollante è ancora fresca o a perfetta asciugatura della stessa. Ciò serve ad evitare che le vibrazioni del trapano, durante la fase di perforazione, provochino delle fessurazioni alla malta in fase di presa che comprometterebbe la tenuta futura. I tasselli vanno posizionati negli angoli dei pannelli ed al centro degli stessi. La tassellatura è necessaria per contrastare, specie negli edifici molto alti, le forze di trazione del vento in quanto il collante da solo non è in grado di assorbirle. La corretta posizione dei tasselli prevede che gli stessi, siano a filo con la faccia esterna del pannello o leggermente all’interno di massimo 3/5 mm;

 

5.      Una volta eseguita nella sua totalità la tassellatura di ogni singolo pannello nella quantità indicata, bisogna stuccare le teste dei tasselli con la stessa miscela ottenuta per l’incollaggio delle lastre di polistirene. Altra operazione preliminare alla rasatura, è il trattamento delle parti estreme della facciata ed il perimetro degli imbotti dei serramenti. Si procede alla posa di paraspigoli in pvc e/o alluminio con rete solidale. Particolare cura deve essere posta all’incrocio di architravi e spigoli di serramenti dove, fazzoletti di rete posizionati in maniera obliqua servono per migliorare l’adesione ed evitare lesioni a 45° dove si concentrano gli sforzi del sistema;

 

6.      Effettuate le operazioni descritte, si procede con la stesura di una prima mano di rasatura che viene effettuata con l’identica miscela ottenuta per l’incollaggio dei pannelli. Si stende la miscela, a mezzo di un fratazzo di acciaio per una superficie a strisce e/o fasce superiore ai cm 100, poi, quando ancora questo strato è fresco, si applica una rete di armatura in fibra di vetro apprettata resistente agli alcali con maglia quadra di mm 4/5, avendo cura di schiacciare la stessa sulla miscela precedentemente stesa e ad applicare la rete con sovrapposizione dei vari teli di almeno di cm 10 (dieci). In corrispondenza degli spigoli, la rete di armatura deve sormontare quella solidale ai paraspigoli, formando uno strato omogeneo ed uniforme. Ad asciugatura avvenuta,  si passa alla seconda mano di rasante che porta a coprire in modo uniforme la rete di armatura;

 

7.      A maturazione avvenuta, tempo che varia a seconda dello spessore realmente applicato e del clima presente, si stende sul supporto, a rullo e/o pennello, un fissativo ad effetto riempitivo atto a preparare il sottofondo della rasatura colorata;

 

8.       Ultima operazione è la decorazione della facciata che si ottiene normalmente con la stesura di un rasante colorato a base di resine acriliche, pigmenti inorganici e polveri di marmo da stendere con fratazzo di acciaio liscio e rifinire con fratazzo di plastica. Si ottiene quindi una facciata uniforme, di aspetto gradevole, con diverse opportunità di varianti cromatiche prodotte dalle innumerevoli aziende produttrici presenti sul mercato. La scelta del colore è altresì importante in quanto è opportuno scegliere tinte con un indice di rifrazione  minore del 20%, necessaria al fine di preservare il sistema da temperature decisamente elevate, che si manifestano a causa dell’irraggiamento solare che, a loro volta, innescano sollecitazioni e tensioni all’interno del sistema “a cappotto”.